Sembrava tutto grigioverde

Benvenuti nella galleria di "Fammi memoria", la Grande Guerra dei bergamaschi dagli archivi di famiglia

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MESSINA Aurelio 034

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Generale Clemente Lequio, a cui Messina faceva da autista e portaordini.
Lequio, nato a Pinerolo nel 1857, e intraprese presto una carriera militare tutta in ascesa. Nel 1910 ottenne il comando della Seconda brigata alpina, all’interno della quale riorganizzò le truppe di montagna e la difesa delle Alpi. Nel 1911 partecipò da protagonista alla guerra di Libia c, legando il suo nome alle battaglie vittoriose tra cui quella di Assaba.
In preparazione della Prima guerra mondiale Lequio soggiornò in Tirolo e sulle Alpi carniche, studiando la conformazione orografica di quelle montagne e allo scoppio del conflitto il generale Cadorna gli affidò infatti il comando di quelle zone. Qui Lequio si impegnò, tra le altre cose, a costruire un’efficiente rete stradale e la sua attività venne riconosciuta a tal punto che il comune di Tolmezzo, sede del suo quartier generale, nel 1915 gli conferì la cittadinanza onoraria. Fu quindi impegnato soprattutto nel respingere l’offensiva austriaca del maggio 1916 sull’altipiano di Asiago. Tuttavia, a seguito di incomprensioni con lo stesso Cadorna gli furono poi affidati ad incarichi di minor rilievo fino a essere rimosso dal campo di battaglia poco prima della disfatta di Caporetto.
Rimasto comunque in servizio fino agli ultimi giorni, nel 1919 ottenne la medaglia d’oro per i cinquant’anni di carriera militare e, l’anno successivo, si spense a Pinerolo.

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